Ho fatto entratura in questa piccola azienda primamente perché ho apprezzato la coesione della Famiglia Caprai, la quale si esprime attraverso la  sobrietà sorridente della Signora Maria, domina  nel senso latino di chi conduce la domus;  e attraverso l’umanesimo  caparbio con cui i suoi figlioli, nel frattempo degli adulti, perseverano nell’accoglienza di un’umanità afflitta da importanti disagi psichici e per principio dà ad essa la nobiltà di partecipare all’opera agricola .

Questa umanità, magari senza saperlo, rigode quel po’ di  senso e dignità nel  semplice annaffiare due poponi o staccare due ciocche d’uva.

In più, la Valdichiana,  geneticamente ingegnosa e febbrile di opere.

Dunque, questo vino non sarà mai  solo techne . Ma pure estro, per l’aria e le mani che toccano quell’uva.

Federico Staderini

L’enologo conversa con forme invisibili: il vino che nasce è la traccia momentanea di un equilibrio che non ha nome